Home
Chi siamo
Legge 488/92
Leggi e Bandi
Innovazione Tecnologica
Basilea 2
Finanziamenti e Leasing
Links
Statistiche
Cerchiamo professionisti
Avvertenze
Contatti

LEGGE 215-92 IMPRENDITORIA FEMMINILE

LEGGE 215/92 — IMPRENDITORIA FEMMINILE

Schema sinottico delle principali caratteristiche

Premessa
La legge 215 del 92 è uno strumento di agevolazione attraverso il quale vengono forniti contributi a fondo perduto all’imprenditoria femminile a fronte di nuovi investimenti e operanti in tre macrosettori quali:

- l’agricoltura (in cui rientrano agricoltura, caccia e silvicoltura, pesca, piscicoltura e servizi annessi);

- commercio, turismo, servizi (in cui rientrano commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli, motocicli, di beni personali e per la casa, alberghi e ristoranti, trasporti, magazzinaggio e comunicazioni, intermediazione monetaria e finanziaria, attività immobiliari, noleggio, informatica ed altre attività imprenditoriali, istruzione, sanità ed altri servizi sociali, altri servizi pubblici, sociali e personali);

- manifatturiero (in cui rientrano estrazioni di minerali, attività manifatturiere varie, produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, costruzioni).

Spese ammissibili

La legge 215 finanzia sia spese sostenute direttamente che spese sostenute ricorrendo al leasing. In particolare sono ammissibili le seguenti spese:

  1. Studi di fattibilità, analisi di mercato, analisi di impatto ambientale nel limite del 2% dell’investimento complessivo;
  2. Impianti generali (idraulico, elettrico, antifurto, ecc.)
  3. Macchinari ed attrezzature specifiche di produzione e arredi connessi allo svolgimento delle attività;
  4. Software;
  5. Brevetti;
  6. Opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, nel limite del 25% delle voci di spesa relative al punto 2 e 3. In questo ambito le spese agevolabili di progettazione e lavori, che comprendono la progettazione tecnica degli investimenti, gli eventuali oneri per concessioni edilizie e i collaudi di legge, devono essere inferiori al 5% dell'importo ammesso per opere murarie. Queste ultime sono relative unicamente alla ristrutturazione degli immobili in cui sarà effettuato l'investimento e dove sarà svolta l'attività, ad ogni modo sono escluse le spese inerenti l'acquisto e/o la realizzazione di immobili.

Non sono ammissibili:

  • Spese per manutenzione ordinaria;
  • Acquisto di minuterie ed utensili di uso manuale comune;
  • Acquisto di beni di uso promiscuo ( personal computer portatili, autovetture, ecc);
  • Scorte di materie prime, semilavorati e materiali di consumo;
  • Acquisto di terreni e fabbricati;
  • Beni usati (ad eccezione del caso di acquisto di attività preesistente);
  • Avviamento;
  • Alcuni servizi reali;
  • Mezzi targati per il trasporto merci.

Iter di funzionamento

La legge 215 opera con un meccanismo, detto “a bando” ossia il Ministero delle Attività Produttive dichiara che è possibile presentare domanda di contributo, a partire da un determinato giorno e fino ad una data di chiusura termini.

Possono usufruire delle agevolazioni previste da questa legge le seguenti tipologie di programmi:

  • Avvio di attività imprenditoriale;
  • Acquisto di attività preesistente: consiste nel rilevamento di un’attività preesistente o di un ramo d’azienda tramite atto d’acquisto o locazione con durata di almeno cinque anni dalla stipula;
  • Realizzazione di progetti aziendali innovativi: deve riguardare l’introduzione di qualificazione e innovazione di prodotto, di tipo tecnologico od organizzativo, e può essere riferita anche ad azioni di ampliamento ed ammodernamento dell’attività già esercitata;
  • Acquisizione dei servizi reali; si tratta di acquisire servizi che siano in grado di aumentare la produttività, apportare innovazione organizzativa, favorire il trasferimento di tecnologie, agevolare la ricerca di nuovi sbocchi di mercato per la commercializzazione dei propri prodotti, acquisire nuove tecniche di produzione, gestione e commercializzazione, sviluppare sistemi di qualità

Oltre a finanziare nuove tipologie di programmi, la normativa della 215 prevede la possibilità, ricorrendo ai contributi secondo la regola “de minimis”, di richiedere agevolazioni per spese sostenute precedentemente alla data di presentazione della domanda, purché in data successiva alla scadenza del bando precedente.

La gestione della legge è, relativamente all’istruttoria, affidata a:

  • Le Regioni e Province autonome, nel caso in cui abbiano provveduto all’integrazione delle risorse statali;
  • Il Ministero delle Attività Produttive negli altri casi.

Le domande di agevolazione, una volta che l’istruttoria ha dato esito positivo, sono posizionate in determinate graduatorie.

Le graduatorie sono stilate sulla base di cinque parametri ben definiti:

  1. Rapporto tra nuovi occupati e investimenti ammessi.
  2. Rapporto tra nuova occupazione femminile e investimenti ammessi.
  3. Rapporto tra nuovi investimenti e investimenti totali.
  4. Partecipazione femminile all’impresa.
  5. Certificazioni ambientali e/o di qualità ed iniziative di conciliazione.

A tale criteri si aggiungono quelli di priorità regionali eventualmente definiti dalle Regioni e dalle Province autonome.

Per l’indicatore 3) va evidenziato che gli investimenti totali assumono diversi valori a seconda della tipologia di iniziativa. In particolare:

  1. Per le nuove iniziative sarà pari al valore dei nuovi investimenti;
  2. Per le iniziative relative all’acquisizione di attività preesistente, l’importo sarà uguale alla somma delle spese per il rilevamento e di quelle successive relative ai nuovi investimenti;
  3. Per i progetti innovativi e la sola acquisizione di servizi reali, sarà pari alla somma dei nuovi investimenti e il valore del totale delle immobilizzazioni materiali ed immateriali (al netto degli ammortamenti) alla data di presentazione della domanda.

Per l’indicatore 4) va evidenziato che la partecipazione femminile all’impresa opera in termini di maggiorazione, uguale al 10%, di ognuno dei precedenti criteri (ovvero i rapporti relativi all'occupazione complessiva, all'occupazione femminile creata e all'ammontare dei nuovi investimenti rispetto al totale) e dell’eventuale punteggio regionale nel solo caso in cui l’impresa sia a totale partecipazione femminile.

Una volta stilata la graduatoria saranno ammessi progetti fino ad esaurimento dei fondi, ciò vuol dire che avere superato l’istruttoria non vuol dire ottenere il contributo, occorre anche avere un punteggio sopra la media.

.Agevolazione prevista

L’agevolazione prevista è composta per un 50% da un contributo a fondo perduto (ossia da somme che non vanno restituite) e per la restante metà da un finanziamento a tasso agevolato pari allo 0,5% da restituire nell’arco di dieci anni. La percentuale effettiva di fondo perduto dipende oltre che dall’investimento anche dalla regione in cui viene realizzato l’investimento, inoltre queste percentuali vengono determinate in base a due diversi sistemi di calcolo che sono:

- Equivalente sovvenzione netta (ESN);

- Equivalente sovvenzione lorda (ESL).

La prima rappresenta quella parte di contributo calcolata al netto delle tasse, cioè nel caso in cui l’impresa produca utili una volta pagate le imposte la percentuale di contributo che rimarrà all’impresa sarà proprio quella di ESN iniziale (es. dato 2 milione di euro l’investimento ammissibile e 40% la percentuale ESN se l’impresa produrrà utili il contributo che le rimarrà sarà pari al 40% della spesa, se l’azienda non dovesse produrre utili il contributo a fondo perduto calcolato sulla base di tale percentuale sarà nettamente maggiore, nell’ordine anche del 50 — 60%).
La parte in ESL è quella parte di contributo erogata al lordo delle tasse; quindi dopo l’imposizione fiscale il contributo ESL ne risulterà ridotto di conseguenza (come nell’esempio precedente dato il 10% ESL tale percentuale rimarrà all’impresa solo nel caso in cui non venga prodotto utile; in caso contrario l’effettivo importo sarà decurtato del valore delle imposte sul reddito).

La tabella seguente riporta le misure dell’agevolazione ottenibile, per le diverse regioni italiane (per settori di attività diversi dalla produzione agricola primaria) e che sarà sempre erogata per metà sotto forma di contributo a fondo perduto e per metà a titolo di finanziamento agevolato ( da notare che queste percentuali si riferiscono esclusivamente a spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda per la richiesta di contributi)

Area del territorio

Iniziative per avvio di attività, acquisto di attività preesistenti e progetti aziendali innovativi

Iniziative per acquisizione

di servizi reali

Aree ammesse

alla deroga

87.3 a

Regione Calabria - tutto il territorio

Regioni Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia - tutto il territorio

50% ESN + 15% ESL

35% ESN + 15% ESL

40% ESL

40% ESL

Comuni dell'Abruzzo e del Molise ammessi alla deroga 87.3.c

20% ESN + 10% ESL

40% ESL

Comuni delle regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle D'Aosta, Veneto e delle Province Autonome di Trento e Bolzano ammessi alla deroga 87.3.c

8% ESN + 10% ESL

40% ESL

Restanti zone

15% ESL

30% ESL

Nel caso di attività ricadenti nella produzione agricola primaria valgono le seguenti intensità di finanziamento espresse in Equivalente Sovvenzione Lordo (ESL):

· Zone agricole svantaggiate (secondo la normativa specifica) 50% ESL

· Altre zone 40% ESL

Nel caso in cui il beneficiario sia “giovane agricoltore” le percentuali sono pari a:

· Zone agricole svantaggiate (secondo la normativa specifica) 55% ESL

· Altre zone 45% ESL

Per quanto concerne le domande presentate per agevolazioni richieste a titolo "de minimis", (regola che prevede un contributo massimo ottenibile dall’impresa pari a 100.000,00 euro in tre anni e non applicabile per il settore del trasporto merci, della produzione agricola primaria, della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e ai settori disciplinati dal trattato istitutivo della Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio - CECA ), regola che permette di finanziare anche le spese sostenute precedentemente la presentazione della domanda di contributo ma comunque successivamente alla scadenza del precedente bando della legge 215, le misure agevolative, espresse in percentuale delle spese ammissibili, sono pari a:

Area del territorio

Iniziative per avvio di attività, acquisto di attività preesistenti e

progetti aziendali innovativi

Iniziative per acquisizione

di servizi reali

Aree ammesse alla deroga 87.3 a

Regioni Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia - tutto il territorio

75%

40%

Comuni dell'Abruzzo e del Molise ammessi alla deroga 87.3.c

65%

40%

Comuni delle regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle D'Aosta, Veneto e delle Province Autonome di Trento e Bolzano ammessi alla deroga 87.3.c

60%

40%

Restanti zone

50%

30%

Tempistica

Le graduatorie, recanti le aziende finanziate, sono emesse entro 90 giorni dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione delle domande e la loro predisposizione è effettuata dalla Regione o dalla Provincia Autonoma competente; entro lo stesso termine esse sono inviate al Ministero delle Attività Produttive che provvede alla loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Per quanto riguarda l’erogazione del contributo, essa è effettuata in due “rate”.
La prima quota, disponibile dal 30° giorno successivo alla pubblicazione, sarà pari al 30% del contributo richiesto e potrà essere richiesta quando sia realizzata una pari quota percentuale di investimenti ammessi.

La seconda quota, pari al 70% delle agevolazioni richieste, è disponibile:

  • per i programmi di durata inferiore ai 12 mesi, dopo 6 mesi dalla suddetta pubblicazione;
  • per i programmi di durata superiore ai 12 mesi, dopo 12 mesi la suddetta pubblicazione.

La seconda quota potrà essere richiesta al momento della completa realizzazione dell’iniziativa che deve avvenire, ad ogni modo, non oltre 24 mesi dalla data del decreto di concessione del contributo.